Frutto di un lavoro di ricerca e riprese durato sei anni, il film intreccia le spettacolari immagini delle competizioni con interviste intime a figure leggendarie del periodo, tra cui Willi Ninja, Pepper LaBeija e Venus Xtravaganza. Attraverso le loro testimonianze, la regista racconta queste comunità, approfondendo la struttura delle "houses" — vere e proprie famiglie scelte.
Le scene delle gare, dove i protagonisti si sfidano in sfilate di moda e nel voguing per aggiudicarsi i trofei, non sono solo momenti di spettacolo, ma rappresentano la risposta creativa e politica a un contesto sociale ostile. Esplorando la vita quotidiana delle artiste, il documentario porta alla luce le dure sfide affrontate dalla comunità LGBTQIA+, costantemente minacciata da razzismo, povertà, omofobia e dalla crisi dell'AIDS. Paris is Burning resta così una testimonianza fondamentale di resistenza, dove forme violente di ghettizzazione vengono trasformate in rivendicazioni ad alta voce e per creare nuove famiglie e comunità affini.
Un evento della GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, in collaborazione con Lab 80 film e con il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università di Bergamo. Il film è parte della rassegna cinematografica A Practice of Freedom dedicata ai temi di Pedagogia della Speranza, il programma interdisciplinare del museo che indaga l’educazione come pratica di libertà e trasformazione.