La psiche di François è "imbrogliata" e il padre lo rinchiude in manicomio. Il ragazzo evade ma è ripreso e il suo compagno di fuga si suicida. Ritenta, e per un po' trova rifugio dall'amica Stéphanie. Vicenda toccante che è insieme una denuncia ancora efficace dell'universo totalitario psichiatrico e un visionario inno alla libertà, sorretto da un cast straordinario. Al suo esordio nel lungometraggio, Georges Franju mette in scena un romanzo di Hervé Bazin, adattato dal protagonista Jean-Pierre Mocky, e tratteggia un disturbante apologo sulle ipocrisie costituzionalmente imposte.
In collaborazione con Cineteca Griffith di Genova.