Il film , presentato in anteprima all'82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, racconta l’insensatezza del sistema di censura in Iran con sarcasmo tagliente. Il protagonista è Bahram, un regista quarantenne che nel corso della sua intera carriera ha realizzato film in turco-azero, la sua lingua madre. Tuttavia nessuno dei suoi film ha mai ricevuto il permesso per essere proiettato in Iran, con la censura che di volta in volta avanza argomentazioni sempre più speciose. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, Bahram decide di mettersi in sella alla sua Vespa insieme alla produttrice Sadaf, per presentare clandestinamente il film al pubblico iraniano, in un atto di ribellione verso la censura di regime e l’assurda burocrazia.
Un evento della GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, in collaborazione con Lab 80 film e con il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università di Bergamo. Il film è parte della rassegna cinematografica A Practice of Freedom dedicata ai temi di Pedagogia della Speranza, il programma interdisciplinare del museo che indaga l’educazione come pratica di libertà e trasformazione.