All’ombra delle Torri Gemelle

di (e con) Pier Maria Bocchi

120'

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La tragedia dell’11 settembre 2001 è, come noto, un giro di boa della Storia. Ma lo è anche per la storia del cinema (americano ma non solo) e delle immagini. Tutti vediamo (in televisione). E tutti ne subiamo i contraccolpi. La produzione cinematografica e il nostro sguardo sulla realtà non saranno più gli stessi. L’America perde definitivamente l’innocenza (già perduta negli anni ’70 e riconquistata negli anni ’80). E il cinema, che le cose del mondo elabora e rispecchia, non può che farne tesoro. Nasce il cosiddetto immaginario del post-9/11, dove domina la paura e il catastrofismo, già peraltro acuiti dal recentissimo ingresso nel nuovo secolo. Hollywood frena e cambia contemporaneamente: molte produzioni si interrompono perché “scomode” e molte altre ricevono la green light proprio in ragione di una diversa percezione del mondo (e dell’altro-da-sé). Da certi action con Arnold Schwarzenegger al cinema di Richard Kelly, il cinema statunitense assorbe e metabolizza un dramma epocale a modo suo. Creando un genere, attorno al quale la critica insisterà (fin troppo).
 

Pier Maria Bocchi è studioso e critico cinematografico. Collabora con “Film Tv” ed è redattore di “Cineforum”. Ha scritto per “Nocturno”, “Blow Up”, “Panoramiche”, “Brancaleone”, “Rifrazioni”, “Segnocinema”, “Marla”, “Total Film”, per la “Storia del Cinema Italiano” della Scuola Nazionale di Cinema e per numerosi testi collettanei. Tra le sue pubblicazioni: Michael Mann (Il Castoro), Mauro Bolognini (con Alberto Pezzotta, Il Castoro), Mondo Queer. Cinema e militanza gay (Lindau), Guy Maddin (Bergamo Film Meeting), Agustí Villaronga (Bergamo Film Meeting), Jim Jarmusch. American Samurai (Centro Espressioni Cinematografiche / Cinemazero), Claire Denis (con Luca Malavasi, Bergamo Film Meeting), Musical! Sex! La rappresentazione dei sessi nel Musical hollywoodiano (Tuttle), Woody Allen. Quarant’anni di cinema (Le Mani), Invasion Usa. Idee e ideologie del cinema americano anni ’80 (Bietti Heterotopia), Brivido caldo. Una storia contemporanea del neo-noir (Rubbettino) e Michael Mann. Creatore di immagini (minimum fax), So cosa hai fatto. Scenari, pratiche e sentimenti dell’horror moderno (Lindau). È stato per anni collaboratore del dizionario dei film Il Mereghetti. Ha curato le interviste e le ricerche per il documentario Made in Hong Kong. Dal 2007 al 2019 ha fatto parte del comitato di selezione del Torino Film Festival. Dal 2020 al 2021 è stato curatore della sezione Le stanze di Rol del Torino Film Festival. Insegna Scrittura critica per i media contemporanei all’Università di Pavia.

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