Dopo l’inizio del genocidio a Gaza e 43 giorni terribili trascorsi lavorando senza sosta nei pronto soccorso degli ospedali Al Shifa e Al Ahli, sotto continui bombardamenti, il chirurgo plastico britannico-palestinese Ghassan Abu Sittah è diventato una delle icone della resistenza palestinese.
Ghassan Abu Sittah è stato testimone di quello che ha definito “medicidio”, ovvero il deliberato attacco ai servizi sanitari come arma di guerra da parte di Israele e ha raccontato una serie di orrori: corpi lacerati, amputazioni senza anestesia, bambini orfani senza alcun familiare sopravvissuto.
Le registe Carol Mansour e Muna Khalidi, amiche intime della famiglia Abu Sittah, hanno atteso che Ghassan uscisse da Gaza, dopo un lungo e terrificante viaggio notturno, per incontrarlo ad Amman. Determinate a catturare le sue emozioni più autentiche, hanno iniziato a filmarlo nel momento stesso in cui è entrato dalla porta.
Perché continua a farlo? Dove trova la forza per affrontare tutto ciò? Che impatto ha sulla sua famiglia? Come fa la sua famiglia a sopportare i rischi che corre? La risposta a queste domande sta in una passione condivisa: la Palestina.
I primi quaranta ingressi sono gratuiti. Non è necessaria la registrazione.
In collaborazione con Università degli Studi di Bergamo e CReN - Conflitti Resistenze Narrazioni