À bout de souffle

Fino all’ultimo respiro

di Jean-Luc Godard

Francia

1960

90'

Proiezioni
lunedì 9 marzo
21:00

In lingua originale, sottotitolato

Intero: prefestivi e festivi 7,50 € •• ordinario e matinée 6,50 € •• pomeriggio al cinema 6 € Ridotto: prefestivi e festivi 6,50 € •• ordinario e matinée 5,50 € •• pomeriggio al cinema 5 € Tesserat* Laboratorio 80: prefestivi e festivi 5,50 € •• ordinario e matinée 4,50 € •• pomeriggio al cinema 4 € Ridotto valido per over 65, under 27, soci* ARCI, ACLI, Immaginare Orlando, abbonat* Carrara Card, associat* CNA

con Jean Seberg, Jean-Paul Belmondo, Daniel Boulanger, Henri-Jacques Huet, Roger Hanin, Jean-Pierre Melville, Van Doude, Liliane David

Michel, giovane dal passato burrascoso, ruba un'automobile e fugge col proposito di recarsi in Italia. Inseguito da due agenti, ne uccide uno, e continuando la sua fuga, giunge a Parigi. Dopo essersi rivolto ad alcuni amici per ottenere del denaro, va in cerca di Patrizia, giovane americana, per la quale sente un sincero affetto. La ragazza però non ricambia il suo sentimento e continua a farsi corteggiare da un collega al giornale dove anch'essa è occupata. La polizia intanto fa indagini per scoprire l'assassino dell'agente e avendo accertato che si tratta di Michel, si dà da fare per catturarlo. Nel corso delle ricerche viene interrogata anche Patrizia, la quale afferma di non saper nulla, e riesce poi a nascondersi con Michel in casa di amici. Il giorno seguente la ragazza, essendosi resa conto ch'ella non ama il giovane non esita a denunciarlo alla polizia. Incontrato per la strada dagli agenti, Michel viene ucciso con una pistolettata.

Opera prima di J.-L. Godard, questo film sul disordine del nostro tempo divenne il manifesto della Nouvelle Vague e, insieme con Hiroshima mon amour di Alain Resnais, contribuì alla trasformazione linguistica del cinema negli anni '60, sfidando le regole canoniche della grammatica e della sintassi tradizionali. L'anarchismo di cui fu accusato (o per il quale fu esaltato) è più formale che contenutistico: nelle peripezie dell'insolente J.-P. Belmondo che fa il duro, imitando Humphrey Bogart, si nasconde molta tenerezza.

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