Disarm

Collective listening: h 11. Installazione sonora: h 11-22

by Pedro Reyes

Screenings
Saturday 28 February
11:00

Ingresso libero

Blackboard presenta l’installazione sonora Disarm dell’artista messicano Pedro Reyes, un’esperienza di ascolto collettivo dell’opera Sounds of Disarm, nata nel 2023 in occasione della sua mostra con OTO Sound Museum.

A partire dal 2007, l’artista ha dato avvio alla pratica del “disarm” (disarmo) trasformando più di 1500 armi provenienti dalle strade messicane in pale per scavare e piantare degli alberi: attraverso la fusione di 1527 armi, sottratte al mercato, sono infatti stati piantati 1527 alberi. Quest’opera iniziale, intitolata Palas por Pistolas, tutt’ora in corso, ha attivato un processo generativo in grado di manipolare la funzione di un oggetto, di mutarne le polarità e di plasmarne la semantica: “uno strumento di morte diventa uno strumento di vita”. Un oggetto di violenza viene convertito nel suo opposto, attraverso un processo di ri-significazione e reinvenzione che passa per la trasmutazione della materia e la sua conversione simbolica. In breve tempo, Reyes è riuscito a raccogliere oltre 7000 armi che ha deciso in seguito di trasformare in strumenti musicali, Sounds of Disarm come li definisce l’artista stesso. Da queste armi sono nati strumenti a corda, a fiato, a percussione, suonati in tutto il mondo da musicisti e performer che compongono partiture dedicate, confrontandosi con la materia e con la sua inaspettata musicalità. Questi strumenti sono stati utilizzati in occasione di manifestazioni per la non-violenza e della March for Our Lives, spesso fatti risuonare anche attraverso automazioni orchestrate meccanicamente. 
Installata in loop all’interno della Sala dell’Orologio attraverso un display fonovisivo, Sounds of Disarm (2023) nasce dall’elaborazione di una parte dell’archivio dell’artista, composto da tracce sonore, registrazioni e documentazioni audio legate alla pratica del disarmo, raccolte nel corso di diversi anni e in molteplici contesti geografici in cui gli strumenti hanno risuonato. L’opera restituisce anche la voce di Pedro Reyes che accompagna l’ascolto in un viaggio sonoro tra Messico, Turchia, Corea del Sud e Stati Uniti. Come un narratore d’eccezione, Reyes racconta intimamente ogni estratto musicale, restituendo i contesti socio-politici, gli immaginari e gli eventi di cronaca, lanciando contemporaneamente un potente messaggio, una “chiamata al disarmo” alla quale ciascuno sembra invitato a rispondere.
L’opera è accompagnata da sottotitolazioni del suono in italiano.
 

Disarm è parte di Blackboard, un dispositivo di risonanza e contro-narrazione curato da Francesca Ceccherini con l'organizzazione di Lab 80 film all’interno di Palazzo della Libertà. 
 

Pedro Reyes (Città del Messico, 1972) ha ottenuto un’attenzione internazionale per i suoi progetti su larga scala che affrontano temi sociali e politici contemporanei. Attraverso una pratica eterogenea che comprende scultura, performance, video e attivismo, Reyes esplora il potere dell’organizzazione individuale e collettiva di generare cambiamento tramite comunicazione, creatività, felicità e umorismo. Una critica socio-politica della cultura contemporanea delle armi è al centro del progetto in corso Palas por Pistolas e nella serie Disarm. Le tematiche della comunità e della compassione sono affrontate in Sanatorium, un progetto presentato, tra gli altri luoghi, al Guggenheim Museum di New York (2011), a dOCUMENTA 13 a Kassel (2012), alla Whitechapel Gallery di Londra (2013), presso The Power Plant di Toronto e all’Institute of Contemporary Art di Miami (2014). In quest’opera, i visitatori sono invitati a iscriversi a una “clinica temporanea”, con la missione di trattare varie forme di malessere urbano. La sua mostra immersiva Doomocracy, organizzata da Creative Time presso il Brooklyn Army Terminal, è stata definita una “casa degli orrori politica”, nata dall’intreccio di due eventi che in quel momento inquietavano l’immaginario culturale americano: Halloween e le elezioni presidenziali statunitensi del 2016. Più recentemente, Reyes ha collaborato con il Bulletin of the Atomic Scientists e con ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) per organizzare proteste e performance antinucleari in diverse parti del mondo. Intitolato Amnesia Atómica ZERO NUKES, questo movimento ha trovato spazio a New York, Città del Messico, Vienna e Oslo. 
Accanto a queste pratiche performative e socialmente impegnate, Reyes continua a dedicarsi alla scultura. Realizzate in pietra vulcanica rossa e nera, marmo e giadeite, spesso di dimensioni monumentali, le sue opere oscillano tra figurazione e astrazione e richiamano fonti diverse come la statuaria greco-romana, il Modernismo britannico e la scultura mesoamericana.

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