Alberto Maroni Biroldi e Carlo Prevosti
2025
70'
DCP
Italiano
70'
Carlo Prevosti, Stefano Zoja
Carlo Prevosti, Danilo Monte
Carlo Prevosti, Federico Minetti, Enrico Giovannone
Pietro Pirelli, Bee Meru
Effendemfilm in collaborazione con Insolito Cinema
Sullo sfondo delle vette della Val Grande, il documentario ripercorre l'esistenza di Gianfranco Bonaldo, conosciuto dai più come Gianfry. Dopo un passato segnato da profonde difficoltà, alla fine degli anni Novanta Gianfry decide di abbandonare la civiltà per rifugiarsi in uno degli angoli più aspri e selvaggi d’Italia. Per quasi vent’anni abita la montagna in una solitudine radicale, spogliandosi di ogni bene materiale e scegliendo di muoversi nudo e a piedi nudi tra i sentieri impervi, in una ricerca di purezza che è prima di tutto interiore.
Il racconto si snoda attraverso un ritrovamento eccezionale: le riprese effettuate dallo stesso Gianfranco con una piccola telecamera, che offrono una prospettiva intima e inedita sulla sua vita "selvaggia". Queste immagini, cariche di una bellezza primitiva, restituiscono lo sguardo diretto del protagonista sulla valle e sulle stagioni. Attraverso questo archivio privato e i ricordi di chi ha incrociato il suo cammino solitario, il film indaga il mistero di una scelta estrema, interrottasi tragicamente nel 2015 per avvelenamento da stricnina, in circostanze mai del tutto chiarite. La Valle Scalza emerge così come il diario visivo di un riscatto possibile, il ritratto di una libertà cercata e vissuta fino all'ultimo passo sulla terra nuda.
Ai nostri occhi questa è la storia estrema di un riscatto. È il racconto di un viaggio, anche fisico, che si è disposti a intraprendere pur di restituire un senso alla propria vita, dopo anni trascorsi nel rifiuto della propria famiglia e nel peso di un passato segnato dalla violenza e dalla vergogna. Ma è anche una storia di ricerca assoluta della libertà: di ciò che si ottiene e di ciò che si perde nel tentativo di sottrarsi ai condizionamenti della società.
Per noi Gianfry è colui che compie, con forza, scelte su cui tutti, anche in forme meno estreme, siamo chiamati a confrontarci ogni giorno. Lo fa con un candore e una semplicità che emergono anche dalle sue straordinarie immagini autografe. Il suo rapporto senza mediazioni con la natura della Valle si rivela nelle riprese in soggettiva che lo mostrano camminare a piedi nudi nella neve, e oltre.
Gianfranco ci accompagna attraverso il ciclo delle stagioni: la rinascita della vita in primavera, i giochi d’acqua dei torrenti in estate, le lunghe camminate nei boschi d’autunno, il silenzio sordo di una valle immersa nella neve dell’inverno più rigido. Ama così tanto questo luogo, apparentemente inospitale, e questa vita, da volerli raccontare con i suoi stessi occhi. Ha sognato di realizzare il suo film, il più selvaggio che si possa immaginare. E noi con lui, per scoprire fin dove possiamo spingerci come esseri umani nella riconquista della libertà.