Amina vive da sola con Maria, l'unica figlia di quindici anni, in un villaggio del Ciad. Da musulmana praticante, è scioccata dallo scoprire che Maria è incinta. Si tratta di una gravidanza indesiderata e l'adolescente ha già deciso di voler abortire. Amina si trova così ad affrontare un grosso dilemma dal momento che nel suo paese l'aborto non è condannato solo dalla religione ma anche dalla legge.
«Si tratta del mio primo film che ha per protagoniste delle donne. Era da tempo che volevo realizzare un film sulla condizione femminile in Ciad. Nel mio paese, esistono molte donne single, vedove o divorziate che crescono i loro figli da sole. Spesso sono malviste dalla società ma riescono ugualmente a cavarsela. Conoscevo una donna che, rimasta da sola con i figli dopo la morte del marito, per guadagnarsi da vivere ha cominciato a raccogliere sacchetti di plastica, realizzando con essi corde da vendere. Volevo raccontare la vita di queste donne un po' emarginate che non si sentono vittime. Sono piccole eroine che incontriamo nella vita di tutti i giorni». (Mahamat-Saleh Haroun)