Un grande poeta del XX secolo, premio Pulitzer e premio Nobel. Ma sempre indomabile: Bob Dylan attraversa l’immaginario cinematografico come quello musicale, letterario, iconico di oltre mezzo secolo, anche se in realtà appare in pochi film. Fondamentali le sue “vere” apparizioni: il leader della band con il cappello bianco di L’ultimo valzer (il primo dei magnifici documentari dedicati da Scorsese all’artista), l’imperscrutabile Alias in Pat Garret & Billy the Kid, la leggenda del rock di Masked and Anonymous, co-sceneggiato da Dylan, il suo eccentrico, torrenziale, fantasmagorico incubo-documentario Renaldo e Clara, dove veri e falsi Dylan si mescolano e si confondono, quasi ad anticipare i molti volti attribuitigli da Todd Haynes in Io non sono qui.
Federico Pedroni lavora a Rai Cinema e dal 2007 al 2019 è stato selezionatore per il Torino Film Festival. Dal 2022 al 2024 è membro della Commissione di selezione della Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Dal 2023 è co-delegato artistico del Festival du Film Italien de Villerupt. Scrive su “Cineforum” e Duels.it e ha collaborato con numerosi altri siti e riviste. Per Feltrinelli ha curato le antologie critiche dedicate a Mike Leigh e Aki Kaurismäki; ha tradotto Paul Newman. Una vita (Dalai, 2010) e ha curato, con Emiliano Morreale, l’edizione italiana di The Story of Film (2020) di Mark Cousins per Bim Distribuzione. Per la collana “Pagine di MoliseCinema” ha curato i volumi Alba Rohrwacher. L’acrobata del cinema italiano (2019), Jasmine Trinca. Uno sguardo altro (2021) e Valerio Mastandrea. Per caso ma non per sbaglio (2024). Ha pubblicato saggi e interventi su diverse pubblicazioni scrivendo di storia e critica del cinema italiano e internazionale.