Abacuc è un uomo di quasi 200 chili, che passa il suo tempo in una immobilità distaccata da qualsiasi emozione, si reca prevalentemente al cimitero, in parchi tematici dell’Italia in miniatura o vicino ad architetture utopiche. Vive in una casa ferroviera e non proferisce mai parola, l’unica voce che si sente è quella femminile e fuori campo che interviene quando Abacuc alza una cornetta telefonica con il filo staccato. Un film surreale, un musical, un film di fantascienza, forse un “fake remake” de L’ultimo uomo sulla terra.