Antonio è un clarinettista italiano. Martina, invece, è una violinista cecoslovacca. Innamorati l’uno dell’altra durante la Seconda guerra mondiale a Praga, verranno deportati nel campo di concentramento di Terezin dove la loro storia d’amore si intreccerà con le incredibili storie dei tanti artisti e intellettuali ebrei mitteleuropei imprigionati. Antonio e Martina, seppur per un breve ma preziosissimo tempo, possono ricongiungersi grazie alla musica che rappresenta l'unica forma di evasione possibile dal ghetto. Non a caso, durante la prima prova d'orchestra la cinepresa, sospinta dal suono della musica, si alza e ci porta per la prima volta all'esterno del campo, inquadrando dall'alto il paesaggio avvolto nella sua luce naturale.