Alla base di tutto c'è il ricordo di una strage compiuta dai turchi ad Otranto. Un ricordo ovviamente non personale, ma quasi genetico, visto che il protagonista è un intellettuale dei nostri giorni. Tra le sue visioni prendono posto ricordi infantili, colloqui immaginari e la presenza di una donna di nome Margherita, ma che si annuncia sotto le spoglie di Santa Maria d'Otranto. È molto facile odiare Carmelo Bene, ma i suoi film sono quanto di più vitale, originale e interessante il cinema italiano sia mai riuscito a produrre.