La pellicola racconta sei giorni della vita del brillante e ironico scrittore che, insieme all'amico poeta Joseph Brodskij, ha lottato per preservare il proprio talento e la propria integrità, in un contesto culturale e sociale dove i suoi amici e colleghi artisti venivano schiacciati dalla volontà inossidabile della macchina dello Stato.
«Un atto d'amore verso la cultura russa che ha già ricevuto il plauso del pubblico e della critica internazionale”: così è stato presentato il film, premiato dal Sindacato Nazionale Critici Italiani (SNCCI) come «Film della critica» per «la capacità del regista di concedere a Dovlatov, attraverso il cinema, una rivincita impensabile: quella di veder trasformato il testo in immagine, in grado, con la sua potenza immateriale, di divincolarsi dalla censura e di tornare in vita». Premio Orso d'argento per il miglior contributo artistico all’ultimo festival di Berlino.