Le canzoni, le letture, la musica di Massimo Zamboni, accompagnano le immagini del film diretto dal regista Piergiorgio Casotti in un lungo fluire, scivolando tra il pieno e i vuoti. Zamboni continua l'esplorazione di termini come caduta e ressurezione, ponendoli in un dialogo tra spazi lontanissimi dove l'erba o il ghiaccio dominano la sostanza umana e spazi consueti, resi improvvisamente precari e sconosciuti.