Roma, durante il Giubileo, diventa lo spazio sospeso in cui tre figure si incontrano: la Speranza, il Suicida e il Mondo. In una dimensione senza tempo, il Suicida – un uomo stanco, pronto a rinunciare alla vita – si trova di fronte a un dialogo inatteso con il Mondo, incarnazione di un’umanità distratta e dolente, e con la Speranza, presenza luminosa e silenziosa che tenta di ricondurlo alla vita. Attraverso i loro gesti e parole, si compone un viaggio interiore che riflette la crisi spirituale del presente: il desiderio di senso, il peso della colpa, la ricerca di una redenzione possibile. Sullo sfondo, immagini reali di fede e misericordia – volti, strade, incontri di Papa Francesco con i più fragili, le parole di Mons. Fisichella – danno corpo al tema del ponte che unisce la disperazione all’amore, la fine al ricominciare.