A Mattmark non ci si fermava mai, si lavorava giorno e notte per costruire un’imponente diga capace di produrre l’energia necessaria a un paese, la Svizzera, che stava vivendo una crescita economica senza precedenti. Gli operai nel cantiere erano in maggioranza stranieri, provenienti soprattutto dalla provincia italiana. Era il 30 agosto 1965: «Niente rumore. Solo, un vento terribile e i miei compagni volavano come farfalle. Poi ci fu un gran boato, e la fine. Autocarri e bulldozer scaraventati lontano». A parlare è uno dei sopravvissuti intervistati nel libro, uno dei testimoni della valanga di più di 2 milioni di metri cubi di ghiaccio che seppellì 88 lavoratori.
Toni Ricciardi è storico delle migrazioni presso l’Università di Ginevra. Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana (Donzelli 2015) è il suo ultimo lavoro.
Paolo Barcella è storico e docente a contratto presso l’Università di Bergamo, tra le sue pubblicazioni Migranti in classe. Gli italiani in Svizzera tra scuola e formazione professionale (Ombre Corte 2014).