Le vicende di Khaled, un rifugiato siriano che arriva in Finlandia in cerca di asilo, e di Wikström, un ex rappresentante di camicie che decide di aprire un ristorante. Il film mette a confronto la cultura mediorientale, segnata dalla guerra e dal bisogno di accoglienza, con quella nordica, sobria e apparentemente imperturbabile, ma capace di gesti profondi di solidarietà. Con il suo stile minimale e ironico, Kaurismäki racconta un’umanità disillusa ma ancora aperta alla speranza. La narrazione riflette sulla burocrazia, sull’integrazione e sulla dignità umana.