Il terzo film di Spielberg, e primo completamente spielberghiano, è la storia di un sogno di bambino che diventa realtà quando si è troppo grandi per accettare che possa essere reale. Eppure serve poco: la luce abbagliante attraverso il buco della serratura, un frigo svuotato da forze invisibili, le viti di una grata di areazione che si allentano da sole; insomma, basta la magia del cinema per renderlo concreto. Non a caso il Roy di Richard Dreyfuss deve rinunciare ad essere adulto, sconvolgendo l’equilibrio familiare, per accogliere la rivelazione della esistenza degli UFO (e non a caso la parola “rivelazione” compare già nel titolo dell’attesissimo ritorno di Spielberg alla fantascienza, Disclosure Day). Incontri ravvicinati è un film sulla fede? Sicuramente è un film sull’avere fiducia nell’altro, anche quando ci sarebbero molte ragioni per averne paura. Un bel sogno a cui credere, di questi tempi.