A Beirut, i percorsi di due outsider si intrecciano in un amore reso difficile dalla città e dalle condizioni di vita. Ahmed è un rifugiato che viene dalla Siria, pieno di metallo in corpo e che cerca di sopravvivere come può rivendendo materiali di recupero. Mehdia è una ragazza etiope che lavora come badante presso una famiglia che la tratta da schiava. I due si incontrano in rapidi attimi rubati, si danno conforto e progettano una fuga insieme.
Al secondo lungometraggio ma con una carriera variegata tra giornalismo, corti e video musicali, il regista libanese (di stanza in Francia) Wissam Charaf possiede l'occhio giusto per raccontare storie con un interesse sociale e una certa originalità di stile. Lo conferma con Dirty Difficult Dangerous e il suo idealismo romantico come atto di resistenza ai soprusi. La vita a Beirut non è facile, ma Charaf la mette ancor più in prospettiva rispetto a ciò che siamo abituati a vedere nel sempre stimolante cinema libanese.