Autore di un cinema scientifico e poetico insieme, Godard ingaggia alla maniera di Nicolas De Staël, convitato di riguardo in Adieu au langage, un corpo a corpo con la 'tela' che trova un nuovo modo di mettere in crisi l'immagine e che perturba lo spettatore. Ottantaquattro anni, Jean-Luc Godard non esaurisce l'ambizione scopica dietro agli occhiali, seguitando a vivere il cinema, ad amarlo, a sognarlo, a pensarlo. E a pensare al suo addio al mondo, meditando sull'approssimarsi della morte: «Voi siete pieni di voglia di vivere. Io sono qui per dirvi no. Per morire».